La festa del Solstizio di San Giovanni

 

 

Giovedì 23 giugno trascorso, a Modugno, l’Associazione Pro Loco ha organizzato la seconda “Festa del Solstizio di San Giovanni”. Grazie alla collaborazione dell’Associazione “Trani Tradizioni”, degli Sbandieratori di Capurso, dei figuranti del “Corteo Storico di Corrado IV” della Pro Loco di Casamassima, della Scuola di ballo Valery Dance di Modugno, al calar della sera un corteo storico in costume medioevale ha attraversato la città ed il suo Centro Storico soffermandosi dinanzi alla trecentesca chiesa  di S. Giovanni, mentre tamburini e sbandieratori si esibivano nella Piazza del Sedile. Il corteo si è concluso sul campo davanti alla chiesa di S. Maria di Modugno, nucleo primigenio del paese, dando vita ad una rappresentazione storica: “Il ritorno del Crociato”.

Siamo nell’anno 1100. Accompagnato dal principe Boemondo d’Altavilla, il conte Boso torna dalla Terra Santa per riprendere possesso del suo castello ma un usurpatore e la strega sua complice gli si oppongono mentre il paese è minacciato dagli effluvi mefitici della peste. Solo dopo un’aspra lotta, alla quale non mancherà l’aiuto del vescovo Ursone con i suoi esorcismi, la pace e la giustizia torneranno a regnare e il lieto fine sarà festeggiato con le danze delle odalische portate da Boemondo dall’Oriente.

Come ha scritto il sindaco Nicola Magrone: «Con questa seconda edizione della Festa del Solstizio di S. Giovanni, la Pro Loco di Modugno conferma la pregevole intuizione di dar vita ad un’iniziativa …. Carica di significati, il principale dei quali è il rito di passaggio, il momento cioè della transizione dell’uomo da una condizione ad una a lui più favorevole. Significato che si fa auspicio dell’Amministrazione comunale rivolto all’intera comunità di Modugno.» e come ha ribadito il Vice Presidente del Consiglio Regionale Peppino Longo, «La presenza della chiesa e dell’ospedale di S. Giovanni faceva del nostro paese un luogo di sosta, ma anche di scambio di notizie, informazioni e conoscenze degli usi e costumi dei popoli d’oltremare. Rinnovare questo ricordo è una occasione utile di riflessione, oggi che la nostra comunità cittadina è chiamata ad aprirsi all’accoglienza di quanti cercano tra noi una occasione di vita nuova.».

Michele Ventrella