Modugno: tesori da scoprire – Gli elaborati conclusivi del Servizio Civile 2015/2016

a cura di Maria Grazia Maggio

Volontaria S.C. 2015/2016

 

Al termine di questo percorso di Servizio Civile, ritengo che siano da considerarsi raggiunti gli obiettivi:

  • A (Raccolta del Patrimonio attraverso archivi e testimonianze);

  • B (Sensibilizzazione dei giovani e ragazzi, attraverso la scuola, sui beni intangibili – Coinvolgimento dei residenti in attività culturali);

  • C (Proposizione di eventi con il coinvolgimento dei giovani e del territorio).

Indispensabili al raggiungimento di tali obiettivi sono stati la condivisione e la collaborazione da parte delle istituzioni pubbliche, private e religiose.
Osservazione, Analisi ed Esperimento sono state le fasi fondamentali che hanno guidato questa interessante esperienza formativa, giunta al termine con la consapevolezza che i risultati attesi, in primis la crescita socio-culturale della comunità Modugnese e l’incremento del senso di appartenenza al territorio, sono stati sufficientemente raggiunti e dimostrano che la presenza del Servizio Civile all’interno della comunità può farsi parte di un complesso iter di salvaguardia della propria identità.

I seguenti video costituiscono una parte del mio lavoro di ricerca, compiuto nell’arco dei dodici mesi trascorsi nell’Associazione Pro Loco, e sono il frutto della lunga progettazione di un prodotto multimediale, di rapida consultazione e di facile comprensione. I video, infatti, si rivolgono a tutta la comunità e sono facilmente fruibili a tutte le fasce d’età, con la finalità di sensibilizzare i cittadini di Modugno a far tesoro delle proprie tradizioni e delle bellezze architettoniche del territorio.

Alla scoperta del borgo antico di Modugno…tra storia e tradizioni

Sulla via…dei confini- I “Titoli” tra Bitonto, Modugno e S.Spirito

I proverbi di Modugno: un messaggio di onestà

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Domenica 3 Pellegrinaggio al Santuario della Madonna della Grotta di Modugno

 

Domenica 3 Pellegrinaggio al Santuario della Madonna della Grotta di Modugno per onore e pregare San Corrado, patrono di Molfetta.

Un nutrito gruppo di fedeli e devoti molfettesi, accompagnati da Don Vito Bufi, Parroco della Cattedrale, da Franco Angione, Presidente del Comitato Feste Patronali di Molfetta, dalla Dott.ssa Paola Di Pietro, coordinatrice del Museo Diocesano di Molfetta, hanno dapprima visitato il centro storico della Città di Modugno e i suoi tesori (il Sedile, la Chiesa di Santa Maria del Suffragio, palazzi nobiliari, Chiesa delle Monacelle, Chiesa Maria SS. Annunziata, Chiesa di San Giovanni e scorci, angoli e vie suggestive e di importanza storica del nostro centro storico).

Sotto l’eccellente e sapiente guida del Presidente della Pro Loco di Modugno Michele Ventrella, coadiuvato nella visita dal Comm. Nicola Del Zotti, dal Vice Presidente Giuseppe Trentadue e dalla Segretaria Laura Schiralli, con la collaborazione della Sig.na Maria Grazia del Servizio Civile.

Poi, dopo un rifocillante pranzo al Giardino De Amicis, tappa al Santuario dove la Dott.ssa Posca della Coop. Tracce Verdi ha illustrato la Lamasinata  e la Sig.ra Maria Mignozzi con Padre Nicola Bollino hanno illustrato e descritto la grotta e l’antro di San Corrado.

Poi, la giornata si è conclusa con la Celebrazione  Eucaristica presieduta da Don Vito Bufi.

Massimo Angiulli

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La festa del Solstizio di San Giovanni

 

 

Giovedì 23 giugno trascorso, a Modugno, l’Associazione Pro Loco ha organizzato la seconda “Festa del Solstizio di San Giovanni”. Grazie alla collaborazione dell’Associazione “Trani Tradizioni”, degli Sbandieratori di Capurso, dei figuranti del “Corteo Storico di Corrado IV” della Pro Loco di Casamassima, della Scuola di ballo Valery Dance di Modugno, al calar della sera un corteo storico in costume medioevale ha attraversato la città ed il suo Centro Storico soffermandosi dinanzi alla trecentesca chiesa  di S. Giovanni, mentre tamburini e sbandieratori si esibivano nella Piazza del Sedile. Il corteo si è concluso sul campo davanti alla chiesa di S. Maria di Modugno, nucleo primigenio del paese, dando vita ad una rappresentazione storica: “Il ritorno del Crociato”.

Siamo nell’anno 1100. Accompagnato dal principe Boemondo d’Altavilla, il conte Boso torna dalla Terra Santa per riprendere possesso del suo castello ma un usurpatore e la strega sua complice gli si oppongono mentre il paese è minacciato dagli effluvi mefitici della peste. Solo dopo un’aspra lotta, alla quale non mancherà l’aiuto del vescovo Ursone con i suoi esorcismi, la pace e la giustizia torneranno a regnare e il lieto fine sarà festeggiato con le danze delle odalische portate da Boemondo dall’Oriente.

Come ha scritto il sindaco Nicola Magrone: «Con questa seconda edizione della Festa del Solstizio di S. Giovanni, la Pro Loco di Modugno conferma la pregevole intuizione di dar vita ad un’iniziativa …. Carica di significati, il principale dei quali è il rito di passaggio, il momento cioè della transizione dell’uomo da una condizione ad una a lui più favorevole. Significato che si fa auspicio dell’Amministrazione comunale rivolto all’intera comunità di Modugno.» e come ha ribadito il Vice Presidente del Consiglio Regionale Peppino Longo, «La presenza della chiesa e dell’ospedale di S. Giovanni faceva del nostro paese un luogo di sosta, ma anche di scambio di notizie, informazioni e conoscenze degli usi e costumi dei popoli d’oltremare. Rinnovare questo ricordo è una occasione utile di riflessione, oggi che la nostra comunità cittadina è chiamata ad aprirsi all’accoglienza di quanti cercano tra noi una occasione di vita nuova.».

Michele Ventrella

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La Sala del Sedile dei Nobili

BENVENUTI NELLA

PRO LOCO DI MODUGNO

Siete nella Sala del Sedile dei Nobili

L’aspetto attuale della Sala è frutto del sobrio restauro settecentesco, che vide anche la costruzione di una annessa torre dell’orologio caratterizzata da merlature ghibelline. L’ingresso, sopraelevato, è introdotto da una doppia rampa di scale di otto gradini ciascuna con ballatoio e delimitata da una ringhiera in ferro, intagliata da motivi vegetali a rosette. […] Sulla parte più alta del prospetto corre l’iscrizione lapidea latina che tradotta dice “L’Ordine dei Nobili della fedelissima città di Modugno, volendo per maggior decoro della patria un Sedile conveniente e una Torre che segnasse le ore, il fabbricato per vetustà cadente a proprie spese restaurò nell’anno 1713 dalla nascita di Cristo. L’alta torre è sovrastata da due campane inserite in un’elegante struttura in ferro battuto. […] Il ruolo istituzionale del palazzo è sottolineato dalla presenza  dell’effigie del cardo selvatico, emblema municipale. […] E’ sede dal 1998 dell’Associazione Pro Loco.

Tratto da “MODUGNO, GUIDA TURISTICO-CULTURALE”, a cura di A. Gernone, N. Conte, M. Ventrella, p. 35.

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Per un percorso storico, artistico, culturale e turistico nel territorio di Modugno.

Nascosti tra le stoppie, antichi dei di pietra sorvegliano, immoti, desueti confini. Sui bordi delle strade rurali incombono ancora i Titoli: testimoni muti di contese per il diritto alla terra, l’unico bene, la proprietà per eccellenza.

 

Pietrafitta in contrada La Cornola
Pietrafitta in contrada La Cornola

Il tempo e le necessità hanno modificato i percorsi; nuove colture, insediamenti urbani e produttivi li hanno in parte interrati aprendone di nuovi, ma la memoria ancora ne rimane: la via Appia – Traiana, che attraversava il nostro territorio nel suo tracciato da Bitonto a Bari per Egnazia e Brindisi; la Minucio -Traiana, la “mulis vectabilis” del romano Strabone, alternativa che toccava Modugno andando verso Ceglie.

Sulleselci di queste strade l’esercito di Annibale per quindici anni percorse lecontrade di Puglia.

Il "Monaco" di Modugno
Il “Monaco” di Modugno

Storia e leggenda si annodano e dipanano ad ogni svolta: la Torre della Bella Mora, testimone di una leggenda gentile; il trappeto di Montepeloso, rifugio di briganti e teatro di feroci vendette ( “l’olio rosso” ); i palmenti del vino a rammentare una terra di viti generose; e poi le lame, vie naturali di penetrazione, con le grotte nascoste tra gli arbusti: paleolitico rifugio,romitaggio e santuario medioevale.

Esuli anacoreti bizantini e monaci di San Benedetto qui, nel nome del Pater Filioque giocarono l’estrema partita della ripresa gregoriana e latina.

In una grotta di queste, dedicata alla Madonna, si fermò a morire Corrado di Baviera,monaco di Clairvaux, tornato infermo da Gerusalemme lungo l’antico tracciatonon più di conquista, ma di pellegrinaggio e devozione.

La Madonna della Grotta fu abbazia benedettina, così come il vicino Balsignano,castello e casale fortificato che conserva ancora, nel cerchio delle mura smozzicate,una perla preziosa: San Felice, una piccola chiesa così perfetta nelleproporzioni, custodisce il mistero dei suoi costruttori, forse maestricomacini, forse greco-orientali.

E’ una terra per millenni rivoltata dallavoro dell’uomo che ancora restituisce le sepolture dei progenitori, lefondamenta delle loro capanne, i loro utensili e, testimonianza di arcaicicommerci e vagabondaggi, macine in pietra di Lipari, nuclei di selce delGargano da farne punte di freccia e lame di coltello.

Fra tutto questo, il bosco: lembo di frescura, macchia alberata, residuo di foresta, dimora signorile dedicata allo svago e al riposo, all’otium operoso lungo i sentieri ombrosi, offre rifugio a specie rare di piante e di uccelli.

E’questo, in breve, il nostro territorio, che ci proponiamo di rivalutare.

 

– di Michele Ventrella (Presidente Pro Loco Modugno)

Le foto di questo articolo sono state tratte dallo Studio per la valorizzazione ambientale proposto dal Dott. Avv. Paolo Colavecchio ed altri.

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Sulle tracce dell’Appia Traiana

Rivisitando monumenti e chiese…

 

In Italia, sul tema dei “Cammini” storico-religiosi si sono sviluppate negli ultimi quindici-venti anni innumerevoli iniziative e proposte, anche di altissimo livello, organizzate da associazione ed enti pubblici e privati di ogni ordine e grado. Basta navigare un po’ nel web per capire come l’esempio del “Cammino di Santiago” abbia generato, anche in Italia, un’infinità di iniziative e di “tentativi di imitazione” tutti degni di nota e con solide motivazioni a sostegno. (altro…)

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